La FGCI

Iscritto alla Fgci (Federazione Giovanile Comunista Italiana) nel 1953, dà vita al Circolo Universitario Antonio Banfi, al quale nel 1956 farà approvare un documento di protesta per l’intervento sovietico in Ungheria.

Nei primi anni ’60, nei quali a Milano è eletto Segretario provinciale della FGCI e ricopre incarichi di responsabilità nell’Ugi (Unione Goliardica Italiana) celebra il suo primo matrimonio con la giovane architetta Nina Ravelli.

Nel 1961 si trasferisce a Roma dove, prima di diventare Segretario generale della Fgci, assume la direzione nazionale degli universitari comunisti e diventa Direttore del settimanale “Nuova generazione”. Conduce attraverso questo strumento le prime battaglie per il distacco dalla politica di Mosca, per la riabilitazione di Trosky, Bucharin, Rosa Luxemburg e per la democratizzazione dei paesi socialisti.

In seguito al deludente XXI congresso del Pcus fa uscire un numero speciale di “Nuova generazione”, fortemente critico nei confronti dell’Urss per non avere dato seguito alle aspettative di rinnovamento annunciate dal famoso XX congresso con la clamorosa denuncia dei delitti di Stalin da parte di Kruscev. Fu quella l’occasione del suo primo rilevante incontro con la grande politica e con una forte personalità che incuteva timore e rispetto come Palmiro Togliatti. Infatti, avendogli inviato il numero speciale di “Nuova generazione”, Occhetto aveva chiesto al Segretario del Pci un incontro per riceverne un giudizio. Con sua grande sorpresa si trovò per la prima volta a distanza ravvicinata davanti a un Togliatti paterno e quasi cospirativo che con fare di intesa gli disse che quella pubblicazione era buona, aggiungendo:”Diffondetela, ma diffondetela soprattutto nel partito e non solo tra i giovani.” Questo incontro gli fece capire che la politica non era solo militanza, ma anche senso delle opportunità e che Togliatti aveva piacere che si facessero sapere e si dicessero cose che lui, con la sua responsabilità, non poteva ancora dire.

Nell’estate del ‘64 pronuncia a Piazza San Giovanni, davanti a più di un milione di persone, una delle orazioni funebri al funerale di Togliatti, prendendo la parola subito prima della Passionaria (soprannome dell’eroina della guerra civile spagnola Dolores Ibarruri).

Nel 1965 viene inviato da Luigi  Longo, assieme a Giancarlo Pajetta, in una missione attraverso tutti i paesi dell’Est per valutare le varie posizioni sulla guerra del Vietnam.

A Pechino incontra  Mao-Tse-Tung e Thien Siao Ping. In quella occasione la delegazione italiana rompe con i cinesi sulla questione della “coesistenza pacifica”. Il viaggio culmina con gli incontri ad Hanoi con Ho-Ci-Min e Giap. Nel corso di un seminario con i massimi dirigenti vietnamiti e alla presenza dello stesso Ho-Ci-Min Occhetto tiene  una relazione sul tema: “Coesistenza pacifica e movimento di liberazione dei popoli”. Il viaggio termina con la consegna, nottetempo,  di una bandiera dei partigiani italiani  ai  combattenti vietnamiti che si trovano al fronte.

Di ritorno in Italia, Occhetto lancia una campagna di manifestazioni che dalla Fgci si stenderà all’insieme del movimento studentesco e che animerà quella che verrà chiamata “la generazione del Vietnam”.

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