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Achille Occhetto artefice della “svolta” dell’89, detta della Bolognina, e fondatore del Partito Democratico della Sinistra.

E’ stato l’ultimo segretario del Partito comunista italiano (dal 1988) e il primo segretario del Partito democratico della sinistra (fino al 1994) ; è stato co-fondatore e vicepresidente del Partito del Socialismo europeo nel 1990, più volte eletto deputato nel Parlamento italiano e in quello europeo e presidente della Commissione Affari esteri della Camera (dal 1996 al2001); membro del Consiglio d’Europa dal 2002 al 2006.

Il suo impegno nella politica attiva è stato fortemente influenzato dalle prime esperienze dell’adolescenza e dall’ambiente familiare. Quando era ancora ragazzo ha avuto la possibilità di assistere alle misteriose esperienze della vita cospirativa, che si svolgevano nell’appartamento di famiglia, diventato la sede clandestina della “Sinistra cristiana”, movimento antifascista formato da cattolici comunisti e fondato da Felice Balbo e da Franco Rodano. Il ricordo di quegli anni, dominato dall’andare e rivieni di gappisti e partigiani comunisti, socialisti, cattolici e del Partito d’Azione, rimarrà fortemente impresso nella sua formazione morale e influenzerà l’ispirazione fondamentale della Svolta, guidata dall’aspirazione verso una nuova unità tra tutte quelle componenti che la guerra fredda aveva diviso, e che invece nella sua infanzia aveva visto guidate da una formidabile ispirazione ideale unitaria.

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Viene eletto Segretario generale del PCI dal Comitato Centrale del 21 luglio 1988 e riconfermato nella stessa carica il 22 marzo al XVIII Congresso del partito, alla fine del quale, su proposta dello stesso Occhetto, si decise di dare al partito la denominazione di “Nuovo Pci”.

Occhetto e il Presidente NapolitanoNella primavera del 1989 e’ il primo Segretario del PCI a recarsi negli USA, assieme a Giorgio Napolitano, allora responsabile della sezione esteri del partito. Nel corso di quella visita ebbe modo di informare le massime cariche del Congresso degli Usa e i principali politologi ed esperti di relazioni internazionali delle intenzione del “nuovo Pci” di far parte integrante della sinistra europea e delle sue massime istituzioni.

Ricevuta la notizia della strage di Tien a Men nel corso di un comizio a Firenze, lo interrompe per recarsi a Roma a una manifestazione, da lui stesso promossa, davanti all’ambasciata cinese, dove dichiara che è morto il comunismo dei paesi del socialismo reale.

Nel luglio del 1989 da vita alla prima esperienza nella politica italiana di “Governo ombra”, con il quale si intende prefigurare l’intenzione di un mutamento del partito nella direzione di una alternanza democratica, all’interno di un sistema politico diverso.

Occhetto e Gorba?ëvIl 10 novembre del 1989 cade il muro di Berlino e Occhetto, dichiarando finita l’epoca storica della divisione del mondo in due blocchi contrapposti, incomincia a affermare che è giunto il momento di fare crollare anche il muro ideale che aveva diviso le forze democratiche e di sinistra della Resistenza.

Due giorni dopo, in una celebrazione di partigiani alla Bolognina, lancia la “Svolta”. E con la “Svolta” l’idea del nuovo inizio della sinistra e di tutto il sistema politico italiano.

All’inizio del 1990 viene rieletto segretario al termine del Congresso nazionale di Bologna – denominato il congresso della svolta -, dominato per la prima volta da una libera e vivace discussione tra correnti politiche contrapposte, il che segnerà, in questo modo, la fine storica del “centralismo democratico”.

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Tra il ’90 e il ’93 si apre un periodo complesso e a volte tempestoso nei rapporti tra Occhetto e Bettino Craxi, contraddistinto da momenti unitari come quelli sulla crisi di Segonella e la comune solidarietà verso Arafat, e momenti critici che spinsero Occhetto contro il leader socialista su alcuni temi quali: la questione morale e la campagna contro la magistratura, la richiesta di annessione dei comunisti nell’unità socialista, la permanenza di Craxi nel pentapartito a centralità Dc, e , soprattutto quella che Occhetto considerava la miopia e la ingenerosità mostrata dal dirigente socialista nei confronti del processo aperto dalla svolta.

Nel 1993, nel clima arroventato di “mani pulite” si pone il problema della formazione del Governo nazionale. Occhetto sostiene, anche con forti polemiche interne al suo partito e a una parte della Dc, che era necessario conferire l’incarico a una personalità esterna al sistema politico e appoggia e promuove, in accordo con il Presidente della Repubblica Oscar Scalfaro, la designazione di Azeglio Ciampi, anche con l’indicazione di alcuni ministri competenti di area Pci-Pds e della sinistra ecologista. Successivamente, il voto alla Camera dei deputati contro la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi spinse il Pds a ritirare i suoi ministri, pur mantenendo il pieno appoggio al governo Ciampi.

L’8 marzo 1995, a Barcellona, è eletto Vice Presidente del PSE(Partito socialista europeo).

Dopo il voto delle elezioni politiche del 21 aprile 1996, viene eletto presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, incarico che gli consente un nuovo periodo di intenso impegno internazionalista. Promuove una indagine conoscitiva sulla riforma dell’ONU che presenterà al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Kofi Annan, successivamente, andrà su suo invito, a discuterlo davanti alla commissione esteri della Camera dei deputati. Su questa base Achille Occhetto scrive il saggio “Governare il mondo” (Ed. Editori Riuniti).

Il 14 dicembre aderisce al movimento Sinistra Democratica di Fabio Mussi.

Nel dicembre del 2009 decide di sostenere il progetto costituente di Sinistra Ecologia e Libertà, spinto dalla comune esigenza di superare sia la vetero – sinistra estremista e sia la deriva del riformismo moderato, e convinto soprattutto del grande valore, da lui sostenuto dai tempi della Svolta, del primato della libertà, sottolineato da Niki Vendola.

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